Gli strumenti per il successo

Perché il BIM è così importante per il presente e futuro delle costruzioni?

Al di là degli obblighi normativi che il settore delle costruzioni deve osservare, è tutto il processo e le procedure coinvolte che rendono il BIM una soluzione più efficace dei sistemi tradizionali, in cui la filiera agisce spesso in sequenza e in modo scollegato (con la conseguente perdita di controllo di tempi e costi).

Il BIM è un processo intelligente basato su modelli virtuali tridimensionali. Il Modello è un contenitore che si aggiorna costantemente di informazioni grazie al lavoro di tutti gli operatori coinvolti nel processo edilizio, dalla fase concettuale fino alla manutenzione del costruito.

 

L’accesso al dato in tempo reale di un modello BIM rende sempre certe e attuali le grandezze in gioco:

  • Il tempo impiegato in ogni fase operativa (4D)
  • I costi sostenuti (5D)
  • La gestione e manutenzione del costruito (6D)
  • Il monitoraggio delle soluzioni adottate per la sostenibilità ambientale (7D)

 

Sono molteplici in casi in cui le stazioni appaltanti hanno compresi il VALORE e i VANTAGGI ECONOMICI derivanti dall’adozione di processi BIM e benché obbligatorio (oggi) solo su appalti pubblici superiori ai 50 milioni di euro, sono frequenti i capitolati di gara che richiedono modelli BIM e figure Professionali Certificate  (Bim Manager, Bim Coordinato, Bim Specialist e AcDat Manager) a supporto.

 

One Team, principale rivenditore Italiano Autodesk con oltre 15.000 clienti nel settore Ingegneria, Architettura e Costruzioni, ha investito le sue principali risorse negli ultimi 10 anni per divenire un centro di competenza per il Building Information Modeling (BIM), anche quando questa metodologia di lavoro era consolidata solo al di fuori dai confini Nazionali.

Questa visione ha consentito a One Team di rivestire un ruolo di primo piano nell’introduzione e nella diffusione del BIM in Italia.

One Team, partecipa ed è coinvolta da anni nelle definizione delle regole e delle norme che il sistema si sta impegnando ad adottare. Di seguito sono indicate le tappe che abbiamo affrontato e le sfide su cui siamo impegnati:

 

  • One Team ha partecipato in qualità di partner tecnologico ad INNOVance, il progetto italiano di Ricerca e Sviluppo finalizzato alla creazione del primo database contenente tutte le informazioni tecniche, scientifiche ed economiche relative ai processi e ai componenti per l’edilizia.
  • è direttamente coinvolta a tutt’oggi nella preparazione della prima legislazione italiana per il BIM (UNI 11337)
  • è membro di BuildingSMART Italia
  • partecipa in qualità di partner tecnologico al progetto BIMReL, il portale per la gestione della BIM library di Regione Lombardia, con Politecnico di Milano e TraceParts
  • Collabora con Bim&Co, uno dei principali portali al mondo per la componentistica BIM riservato ai produttori di componentistica per l’edilizia.
  • Ha creato e codificato un sistema denominato METODO ONE TEAM con il quale ha introdotto il BIM in centinaia di Aziende e Studi Professionali, per renderli operativi nella gestione quotidiana di questi processi e procedure.
  • partecipa al progetto europeo BIM4EEB “BIM based fast toolkit for Efficient rEnovation in Buildings”.
  • è socio fondatore di AssoBIM, la prima associazione italiana di aziende che seguono processi di adozione del BIM.
  • Eroga formazione certificata, propedeutica alla certificazione professionale BIM ICMQ (Bim Manager – Bim Coordinator – Bim Specialist – AcDat Manager) attraverso corsi d’aula, in remoto (molto attuale come tema) e mediante coaching, attraverso consulenza diretta su commessa BIM.

Il Partenariato Pubblico-Privato (P.P.P.) può essere la soluzione ideale per la Pubblica Amministrazione e per gli operatori privati del mercato, soprattutto in caso di esigenze complesse dei Committenti Pubblici. La Pubblica Amministrazione può beneficiare della rapidità e della flessibilità dell’imprenditoria privata e può esternalizzare rischi difficili da controllare, mentre le imprese private possono contribuire costruttivamente ai progetti con il proprio know-how e costruire relazioni di fiducia a lungo termine con la Pubblica Amministrazione.

A causa dei notevoli volumi di investimento e della lunga durata di tali progetti, è raccomandata un’adeguata consulenza per le parti pubbliche e private.

Il Partenariato Pubblico Privato (PPP) è una modalità di realizzazione dell’opera pubblica che combina sinergicamente e riconduce al medesimo percorso competenze tecniche, finanziarie e gestionali di soggetti pubblici e di soggetti privati. Nell’ambito del PPP, infatti, le realizzazioni si compiono tramite appalti o concessioni che comportano investimenti a carico di soggetti privati a fronte di una remunerazione differita al compimento dell’opera, quando il soggetto pubblico inizierà a versare un canone per l’utilizzo dell’opera stessa, oppure il soggetto privato potrà beneficiare dei proventi derivanti dall’erogazione di servizi pubblici. Quando la remunerazione al soggetto privato avrà ristorato alle condizioni contrattuali l’impegno sostenuto per l’investimento iniziale e quello per l’eventuale erogazione di prestazioni accessorie in fase di gestione, allora la proprietà della realizzazione potrà essere trasferita all’Amministrazione tramite l’opzione del riscatto, anch’essa da esercitare alle condizioni contrattualmente definite. Ricorrere al PPP significa, in sostanza, rivolgersi ad un soggetto privato affinché questi realizzi, nel contesto di un appalto o di una concessione, un’opera in grado di soddisfare esigenze del soggetto pubblico impiegando competenze ed investimenti propri. Nel caso di realizzazioni complesse o ad elevato contenuto tecnologico, quindi, il PPP può permettere di accedere, fin dalle fasi di progetto, alle competenze tecniche di nicchia determinate dalla progressiva specializzazione del mercato per effetto dell’innovazione, sostenendo la qualità e la fattibilità delle realizzazioni. 

Ricorrendo al PPP, l’utilità per il soggetto pubblico potrà essere diretta, quando lo stesso sarà effettivamente il fruitore dell’opera, oppure indiretta, quando l’opera resterà nelle disponibilità del soggetto privato per l’erogazione di servizi pubblici. Poiché l’opera è pubblica, ma la proprietà è privata, è chiaro che il soggetto privato dovrà assumersi tutti i rischi di costruzione ed, alternativamente, quelli dai quali dipenderà la disponibilità dell’opera al soggetto pubblico (rischio di disponibilità), ovvero quello relativo alle specifiche ed ai volumi dei servizi pubblici da erogare (rischio di domanda).

EFFICIENTARE CON GLI STRUMENTI ECOBONUS E SISMABONUS

 

Spesso si parla di efficientamento energetico ma in concreto effettivamente cosa è e cosa possiamo fare?

Efficientare significa fare di più con meno.

Attraverso l’uso razionale dell’energia possiamo ridurre i consumi energetici migliorando sia i bilanci della nostra abitazione, condominio e azienda oltre che ad aiutare l’ambiente riducendo le emissioni di CO2.

Il risparmio e il rispetto per l’ambiente sono gli obiettivi principali per raggiungere un beneficio sia economico che di tutela del benessere. Ci sono molti interventi che possiamo attuare ma sicuramente uno dei settori a tutti noi vicino e su cui possiamo agire è il nostro patrimonio edilizio dove oggi siamo in grado di intervenire in modo sostanziale grazie gli incentivi sull’efficienza energetica da parte dello stato.

Oggi gli edifici a destinazione d’uso residenziale (rif. ISTAT all’anno 2011) risultano pari a 12,2 milioni con oltre 31 milioni di abitazioni. Oltre il 60% di tale parco edilizio ha più di 45 anni, ovvero è precedente alla legge n. 37311 del 1976, prima legge sul risparmio energetico.

Di questi edifici, oltre il 25% registra consumi annuali da un minimo di 160 kWh/m2 anno ad oltre 220 kWh/m2 e inoltre molti di loro sono stati realizzati in cemento armato precompresso e potrebbero aver bisogno di verifiche statiche.

 

Da questi dati possiamo intuire la grande opportunità e vantaggio che oggi abbiamo per poter ridurre i consumi e migliorare il benessere utilizzando strumenti come l’Ecobonus sul nostro patrimonio edilizio e di migliorarne la sicurezza potendo intervenire con le misure antisismiche sfruttando il Sisma bonus.

 

Ecobonus e Sismabonus, dunque, si confermano le detrazioni più vantaggiose sia dal punto di vista dello sgravio Irpef, sia per la possibilità di cedere il credito (vedere sotto il dettaglio) alle aziende che realizzano il lavoro in modo da non dover aspettare per il recupero della detrazione oltre che per il risparmio energetico conseguibile nel tempo.

 

Come bisogna agire quando si decide di intervenire nella riqualificazione energetica di un edificio?

 

Per prima cosa dobbiamo capire qual è la tipologia di intervento che vogliamo attuare e quali sono le effettive percentuali di detrazione e/o i limiti di spesa ammissibili in base alla normativa.

 

Lo strumento Ecobonus

 

Nella premessa abbiamo parlato di Ecobonus che non è altro che uno strumento che racchiude tutti quegli interventi che aumentano il livello di efficienza energetica di una o più unità immobiliari permettendo al contribuente, sia per singola unità immobiliare che condominio, di accedere alle detrazioni fiscali a partire da un 50% fino ad arrivare al 75%, in base alle tipologie di interventi, che sono recuperabili in 10 anni.

Che cosa fa diventare un vero vantaggio l’Ecobonus è, come detto sopra, la possibilità di cedere il credito ai fornitori che hanno effettuato gli interventi o ad “altri soggetti privati” (persone fisiche, anche se esercitano attività di lavoro autonomo o d’impresa, società ed enti) evitando così di aspettare 10 anni per il recupero.

Con la Legge 27 dicembre 2019, n. 160 (Legge di Bilancio per il 2020), infatti, è stata confermata la possibilità di cessione del credito abrogando solo la norma relativa allo sconto in fattura, che rimane solo per interventi di primo livello (es. caldaia con rifacimento della distribuzione oltre che la coibentazione dell’involucro) con un intervento maggiore di 200.000€, che era stata originariamente introdotta dai commi 2, 3 e 3-ter, dell’art. 10 del decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34, per interventi di Ecobonus.

Tecnicamente come funziona l’Ecobonus e come si può accedere alla detrazione?

Per prima cosa è necessario valutare l’intervento verificando quali sono le documentazioni necessarie per valutare il raggiungimento delle % di detrazione date dall’ENEA.

Sicuramente la sostituzione di centrali termiche condominiali (>50 kW) o la coibentazione dell’involucro fanno parte di quegli interventi per cui sarà necessario che venga redatta una Relazione Tecnica di progetto secondo il D.lgs 92/2005 (ex legge 10/91) in cui viene valutato il bilancio energetico – invernale ed estivo – dell’edificio.

Solo dopo che questa Relazione tecnica sarà redatta il tecnico professionista sarà in grado di valutare se l’intervento soddisfa le richieste date dell’ENEA, e potrà preparare un computo metrico delle opere. Solo a questo punto, grazie al computo metrico, il fornitore prescelto per la realizzazione dell’intervento sarà in grado di redigere un’offerta concreta con identificate le percentuali delle detrazioni e la proposta di cessione del credito.

Per semplicità di seguito uno schema di riepilogo degli interventi applicabili sia alle singole unità immobiliari che alle parti comuni con percentuali di detrazione e detrazione massima.

 

NB: gli interventi, indicati nella tabella (con la sola eccezione delle caldaie a biomassa), per i condomini si applica percentuale del 65%.

Interventi sulle parti comuni degli edifici

Tabelle fonte ENEA: Guida pratica alla ristrutturazione e riqualificazione degli edifici

 

Come evidenziato in tabella sono diversi gli interventi in Ecobonus e su cui si può attuare la cessione del credito, avendo così il vantaggio di investire la sola quota parte non detraibile e lasciando al fornitore la possibilità di acquisire il restante valore della detrazione in compensazione nei 10 anni successivi.

Si sottolinea il fatto che l’intervento relativo agli impianti deve avere come oggetto una SOSTITUZIONE (parziale o totale) dell’impianto di climatizzazione invernale – non vale, ad esempio la mera installazione di climatizzatori)

 Lo strumento Sisma bonus

 Quando parliamo di recupero del patrimonio edilizio per ridurre il rischio sismico ci riferiamo alle detrazioni fiscali previste per la casa (c.d. bonus casa). In particolare, i contribuenti che eseguono fino al 31 dicembre 2021 interventi di riduzione antisismici sugli edifici possono detrarre una parte delle spese sostenute dalle imposte sui redditi (c.d. Sisma Bonus 2020).

In generale, le opere devono essere realizzate su edifici che si trovano nelle zone sismiche ad alta pericolosità (zone 1 e 2) e nella zona 3, facendo riferimento all’ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3274 del 20 marzo 2003 (pubblicata nel supplemento ordinario n. 72 alla Gazzetta Ufficiale n. 105 dell’8 maggio 2003).

Per il Sisma Bonus le regole per i contribuenti sono un po’ diverse, infatti rispetto all’Ecobonus c’è una differenza sostanziale quando si parta di singole unità immobiliari o di condomini.

Nel primo caso per la singola unità immobiliare la cessione del credito non è contemplata, il contribuente potrà accedere solo alla detrazione fiscale del 50% con un limite di spesa di 96.000€ che è ripartita in 5 quote annuali di pari importo nell’anno di sostenimento delle spese e in quelli successivi.

Se la realizzazione degli interventi porta ad una riduzione del rischio sismico che determini:

  • Il 70% della spesa sostenuta con il passaggio ad una classe di rischio inferiore;
  • L’80% della spesa sostenuta con il passaggio a due classi di rischio inferiori.

Nel secondo caso per i condomini, invece, rimane la possibilità di cedere il credito, con percentuali di detrazione pari a:

  • 75% delle spese sostenute, se dalla realizzazione degli interventi derivi una riduzione del rischio sismico che determina il passaggio ad una classe inferiore di rischio e 
  • 85% delle medesime spese se dall’intervento derivi il passaggio a due classi inferiori di rischi

con un ammontare di spese non superiore ad euro 96.000 per unità immobiliare che compongono l’edificio recuperabili in 5 anni. (Nota: Se l’intervento comprende sia Ecobonus che Sisma bonus l’ammontare di spesa sale a 136.000).

Tecnicamente per poter accedere al Sisma bonus, il processo è uguale all’Ecobonus, la differenza sta nella Relazione tecnica che si identifica la redazione di un Certificato di rischio della costruzione redatto da uno strutturista. Tale pratica è la stessa che ci sia o no la pratica di Sisma bonus la relazione tecnica da redigere e i calcoli strutturali sono quelli standard. I metodi per redigere la relazione possono essere:

  • Metodo semplificato: solo una classe di rischio utilizzando (es: solo copertura con 75% di detrazione)
  • Metodo convenzionato: più di una classe di rischio con analisi strutturale complessa

Tra le spese detraibili rientrano anche quelle effettuate per la classificazione e la verifica sismica degli immobili.